Turchia: fine dello sdoganamento accelerato per i piccoli pacchi provenienti dalla Cina
Dal 1° febbraio 2026, i pacchi di e-commerce provenienti dalla Cina non beneficiano più del regime doganale accelerato, indipendentemente dal loro valore. Il ministero del Commercio turco ha annunciato il provvedimento il 7 gennaio 2026, dopo l'ascesa delle piattaforme di vendita diretta come AliExpress e Temu.
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Fino a fine gennaio 2026, i pacchi di valore CIF inferiore a 30 euro beneficiavano in Turchia di un regime doganale accelerato, senza il prelievo dei dazi doganali supplementari abitualmente dovuti. Dal 1° febbraio 2026, questo regime è scomparso: tutti i pacchi, indipendentemente dal loro valore, seguono ora la procedura di sdoganamento standard.
Alcune categorie, giocattoli, calzature e articoli in pelle, sono ora soggette ai dazi doganali classici: 30% per un'origine Unione europea e 60% per le altre origini, tra cui la Cina, oltre all'IVA all'importazione del 20%.
Questo provvedimento, annunciato dal ministero del Commercio turco il 7 gennaio 2026, si inserisce in una serie di restrizioni progressive sull'e-commerce transfrontaliero avviata dalla Turchia con un decreto dell'agosto 2024 e poi un altro del dicembre 2024.
Sono interessate tutte le aziende che vendono in dropshipping o spediscono piccole quantità dalla Cina verso clienti turchi, in particolare tramite le piattaforme di vendita diretta ai privati.
Cosa cambia per un importatore
Per un cliente Sorva che testa un prodotto o invia piccole quantità verso la Turchia tramite pacco express, il calcolo del margine deve ora integrare i dazi doganali pieni e l'IVA fin dal primo invio, senza franchigia. Sorva può aiutare a raggruppare le spedizioni in un'unica spedizione commerciale classica, via trasporto marittimo o aereo groupage, anziché in pacchi unitari, per gestire meglio i costi e i documenti doganali.
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