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Dropshipping dalla Cina o stock proprio in Europa: quale scegliere?

Il dropshipping consiste nel vendere un prodotto senza mai stoccarlo, ogni ordine essendo spedito direttamente al cliente finale da un fornitore situato in Cina. Lo stock proprio consiste nell'acquistare la merce in anticipo, farla consegnare in Europa, poi spedirla da soli. Questo articolo confronta i due modelli su tempi, IVA e IOSS, resi, qualità, margine e obblighi GPSR, e indica quando cambiare modello.

Aggiornato il 26 settembre 2026

Dropshipping e stock proprio: due catene logistiche diverse

Nel dropshipping, l'ordine passato sul negozio online viene trasmesso a un fornitore, il più delle volte con sede in Cina, che lo spedisce direttamente al cliente finale, senza passaggio da uno stock del venditore. Nello stock proprio, la merce viene acquistata in anticipo, consegnata in Europa, poi spedita dal venditore o da un prestatore logistico una volta passato l'ordine.

La differenza cambia chi controlla la merce prima della spedizione, chi negozia il prezzo d'acquisto, e chi risponde al cliente in caso di problema. Un terzo modello si situa tra i due, il marchio bianco o il private label: il prodotto viene acquistato all'ingrosso e personalizzato prima di essere stoccato, il che mantiene una base di prodotto esistente pur avvicinandosi allo stock proprio.

  • Dropshipping: nessun acquisto prima della vendita, spedizione diretta dalla Cina, margine per unità più basso
  • Stock proprio: acquisto all'ingrosso prima della vendita, magazzino in Europa, margine per unità più elevato
  • Marchio bianco o private label: prodotto personalizzato acquistato all'ingrosso, modello intermedio

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I tempi di consegna: cosa cambia realmente

Nel dropshipping, il tempo verso il cliente finale dipende direttamente dal trasporto internazionale dalla Cina, spesso diverse settimane via posta o express. Un tempo lungo resta una delle critiche più frequenti rivolte a questo modello.

Nello stock proprio, il tempo internazionale viene assorbito a monte, al momento dell'ordine passato all'azienda: il cliente riceve il proprio ordine secondo i tempi di un trasportatore europeo classico, spesso da uno a tre giorni lavorativi. Questo tempo ridotto ha un costo, quello di immobilizzare liquidità in uno stock prima di aver venduto alcunché.

  • Dropshipping: tempo al cliente finale spesso da due a quattro settimane dalla Cina
  • Stock proprio: tempo ridotto a quello di un trasportatore europeo, generalmente pochi giorni

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IVA, IOSS e dogana: le regole non cambiano con il modello

Dal 1° luglio 2021, tutte le spedizioni provenienti da un paese terzo verso l'Unione europea sono soggette a IVA, qualunque sia il loro valore, con una dichiarazione doganale elettronica obbligatoria. Per le spedizioni fino a 150 euro, questa dichiarazione si fa tramite il servizio Delta H7. La regola si applica nel dropshipping, dove ogni collo attraversa la frontiera individualmente, come nello stock proprio, dove la merce attraversa la frontiera all'ingrosso prima di essere rivenduta.

L'IOSS, lo sportello unico dell'IVA all'importazione, è un regime opzionale che semplifica la dichiarazione dell'IVA sulle vendite a distanza di beni importati fino a 150 euro: l'operatore si registra in un solo Stato membro e dichiara l'IVA riscossa ogni mese, senza registrarsi in ciascun paese di consumo. Questo regime interessa soprattutto il dropshipping; nello stock proprio, l'IVA all'importazione si paga in un'unica volta sul valore in dogana del lotto, poi l'IVA di vendita si fattura normalmente al cliente finale.

  • 1° luglio 2021: IVA su tutte le spedizioni extra UE, senza soglia di franchigia
  • 150 euro: soglia per la dichiarazione Delta H7 e per l'idoneità all'IOSS

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Resi e non conformità: chi resta responsabile

Nel diritto francese, il ricorso al dropshipping non modifica gli obblighi del venditore verso il cliente finale. Il professionista che ha concluso il contratto di vendita resta responsabile della conformità del prodotto e del rispetto del tempo annunciato, anche quando la produzione e la spedizione sono assicurate da un fornitore in Cina: non è il fornitore che risponde verso il cliente, è il venditore.

Il termine di recesso legale di quattordici giorni del Codice del consumo francese si applica allo stesso modo in dropshipping e in stock proprio. In pratica, un reso su un prodotto spedito direttamente dalla Cina costa di più da organizzare, o non viene proposto, in mancanza di un indirizzo di reso in Europa; nello stock proprio, il magazzino serve anche da indirizzo di reso.

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Qualità, immagine di marca e margine: cosa cambia lo stock proprio

Nel dropshipping, il venditore non vede mai fisicamente il prodotto prima che arrivi dal cliente: nessun controllo qualità è possibile tra l'azienda e la cassetta della posta, e il packaging resta quello del fornitore, raramente personalizzabile per piccole quantità. Nello stock proprio, la merce transita per un magazzino prima della vendita, il che apre la possibilità di un controllo qualità alla ricezione e di un packaging a proprio marchio.

Questa differenza pesa sul margine. Un fornitore in dropshipping vende a un prezzo unitario più elevato, poiché tratta ogni ordine separatamente; un acquisto all'ingrosso per lo stock proprio si negozia più basso, in cambio di una quantità minima d'ordine, spesso da cento a mille unità a seconda del prodotto. Il margine per unità aumenta con lo stock proprio, ma solo dopo aver venduto quello stock: il rischio finanziario si sposta verso il venditore.

  • Dropshipping: nessun controllo qualità prima della ricezione da parte del cliente, packaging del fornitore
  • Stock proprio: controllo possibile all'arrivo in magazzino, packaging personalizzabile

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GPSR, REP e EPR: gli obblighi di conformità da anticipare

Dal 13 dicembre 2024, il regolamento europeo 2023/988 relativo alla sicurezza generale dei prodotti, detto GPSR, impone che un prodotto possa essere immesso sul mercato dell'Unione solo se esiste un operatore economico stabilito nell'Unione responsabile della sua conformità: fabbricante, mandatario, importatore, distributore o prestatore di servizi di evasione degli ordini. Questo obbligo si applica qualunque sia il modello scelto, dropshipping o stock proprio, non appena il prodotto è un bene di consumo venduto a un consumatore europeo.

Altri obblighi si aggiungono a seconda del paese di vendita. In Francia, ogni soggetto che immette sul mercato prodotti soggetti alla responsabilità estesa del produttore deve registrarsi al registro SYDEREP dell'ADEME e ottenere un identificativo unico dal 1° gennaio 2022, pena una multa fino a 30.000 euro. In Germania, ogni impresa che immette in circolazione merci imballate deve registrarsi gratuitamente al registro LUCID, senza soglia minima. Uno stock proprio facilita queste pratiche; nel dropshipping, il fornitore cinese non assume alcun obbligo europeo al posto del venditore.

  • GPSR, regolamento UE 2023/988: in applicazione dal 13 dicembre 2024
  • REP Francia: identificativo unico SYDEREP obbligatorio dal 1° gennaio 2022, multa fino a 30.000 euro
  • EPR Germania: registrazione gratuita al registro LUCID, senza soglia di quantità

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Quando passare dal dropshipping allo stock proprio

Il dropshipping resta utile per testare un prodotto o un mercato senza immobilizzare liquidità. Il passaggio allo stock proprio si giustifica quando più segnali si sommano: un volume di ordini regolare sulle stesse referenze, un tasso di reso che pesa sulla redditività, e tempi di consegna che diventano un freno alle vendite piuttosto che un semplice fastidio.

Il passaggio non avviene in una volta sola. Una tappa intermedia comune consiste nell'ordinare un primo stock pilota, in piccola quantità, per convalidare la qualità e il packaging prima di impegnare un volume più importante. Alcuni venditori mantengono il dropshipping per testare nuove referenze, gestendo al contempo in stock proprio i prodotti già convalidati.

  • Volume regolare sulle stesse referenze: segnale di passaggio allo stock
  • Tasso di reso elevato: segnale di un bisogno di controllo qualità a monte

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Cosa fa Sorva per voi

Sorva è una casa di brokeraggio e commercio attiva tra l'Europa e la Cina, con un team sinofono a Guangzhou e un team a Parigi. Acquistiamo la merce in Cina e la rivendiamo consegnata, il che permette di accompagnare un primo lotto pilota in dropshipping come un passaggio completo allo stock proprio, con controllo qualità prima del carico e trasporto fino a un magazzino in Europa.

Nella maggior parte dei casi, non pagate onorari: aprite un dossier, negoziamo la merce per voi e prendiamo una commissione sul suo valore franco fabbrica. Per un lancio completo, dalla ricerca di prodotto e di azienda fino al negozio online, le nostre formule Produrre e consegnare e Business chiavi in mano coprono la produzione, il trasporto e, per la seconda, la messa online e l'automazione del vostro negozio.

Da ricordare

Il dropshipping testa un mercato senza stock né liquidità immobilizzata, al prezzo di tempi più lunghi e di un margine più basso; lo stock proprio riduce i tempi e permette un controllo qualità, ma richiede di acquistare prima di vendere. IVA, IOSS e GPSR si applicano in entrambi i casi. Primo passo: quantificate il costo di un reso e di un tempo troppo lungo prima di scegliere.

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Domande frequenti

01Qual è la differenza tra dropshipping e stock proprio?
Nel dropshipping, la merce parte direttamente dalla Cina verso il cliente finale senza mai essere stoccata dal venditore. Nello stock proprio, la merce viene acquistata all'ingrosso, consegnata in Europa poi spedita da un magazzino, il che riduce il tempo finale e permette un controllo qualità prima della vendita.
02Il dropshipping dalla Cina è legale in Francia?
Sì. Il dropshipping è una pratica commerciale legale, ma il venditore resta responsabile della buona esecuzione del contratto verso il suo cliente, anche quando la produzione e la spedizione sono assicurate da un fornitore situato in Cina.
03Qual è la differenza tra dropshipping e private label?
Il dropshipping rivende un prodotto esistente dal catalogo di un fornitore, senza stock né marchio proprio. Il private label parte da un prodotto personalizzato secondo un capitolato, acquistato all'ingrosso e venduto con il proprio marchio.
04Bisogna pagare l'IVA su un collo in dropshipping dalla Cina?
Sì. Dal 1° luglio 2021, tutte le spedizioni provenienti da un paese terzo verso l'Unione europea sono soggette a IVA, qualunque sia il loro valore. Per le spedizioni fino a 150 euro, l'IOSS permette di dichiarare e pagare questa IVA in un'unica volta al mese, senza registrazione in ciascun paese di vendita.
05Chi gestisce i resi e i reclami in dropshipping?
Il venditore, non il fornitore cinese. Il diritto francese fa gravare sul professionista che ha concluso la vendita la responsabilità della conformità del prodotto e del rispetto dei tempi annunciati, qualunque sia il luogo da cui la merce è stata spedita.
06Il dropshipping permette di costruire un marchio duraturo?
È più difficile, in mancanza di controllo sul packaging e sulla qualità prima della ricezione da parte del cliente. Lo stock proprio o il private label aprono la possibilità di un packaging personalizzato e di un controllo qualità a monte, due elementi che contano di più per fidelizzare una clientela nel lungo periodo.
07Quando bisogna passare dal dropshipping allo stock proprio?
Quando più segnali si sommano: un volume regolare sulle stesse referenze, un tasso di reso che pesa sul margine, e tempi di consegna che frenano la conversione. Una tappa intermedia consiste nell'ordinare un primo stock pilota in piccola quantità.