Sudafrica: dazi antidumping definitivi sull'acciaio cinese (fino al 57,8%)
L'International Trade Administration Commission (ITAC) ha concluso il 18 settembre 2026 la propria inchiesta antidumping sull'acciaio anticorrosione in bobine importato dalla Cina, con dazi definitivi compresi tra l'8,21% e il 57,84% a seconda dell'esportatore. Il provvedimento fa seguito a una denuncia dei produttori sudafricani ArcelorMittal South Africa e SAFAL Steel.
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Il 18 settembre 2026, l'ITAC (l'autorità sudafricana per la difesa commerciale) ha pubblicato la propria determinazione finale nell'inchiesta antidumping riguardante l'acciaio anticorrosione in bobine (corrosion-resistant steel coil) originario della Cina. Secondo il comunicato ufficiale, i dazi definitivi stabiliti vanno dall'8,21% al 57,84% a seconda degli esportatori cinesi interessati, in aggiunta ai normali dazi doganali. Il fascicolo tecnico completo figura nel rapporto ITAC n. 778.
La denuncia all'origine dell'inchiesta proveniva da due produttori sudafricani, ArcelorMittal South Africa Ltd e SAFAL Steel (Pty) Ltd, che accusavano gli esportatori cinesi di vendere questo tipo di acciaio al di sotto del loro valore normale, causando un pregiudizio alla produzione locale. L'ITAC raccomanda questo tipo di misura al ministro del Commercio, dell'Industria e della Concorrenza, che procede poi alla sua pubblicazione sul Government Gazette: la data esatta di pubblicazione e di entrata in vigore dei dazi non ha potuto essere confermata in modo indipendente al momento della redazione e deve essere verificata sulla Gazette prima di qualsiasi ordine.
La determinazione del 18 settembre 2026 riguarda dazi definitivi, il che chiude la fase provvisoria dell'inchiesta. Gli operatori che hanno ordini di acciaio cinese in corso di produzione o di transito devono verificare senza indugio se i loro codici tariffari e la loro reale origine di fabbricazione rientrano nel perimetro previsto dal rapporto n. 778.
Sono interessati tutti gli importatori, distributori e trasformatori sudafricani di acciaio piatto in bobine con rivestimento anticorrosione originario della Cina, in particolare nell'edilizia, nella copertura di tetti e negli elettrodomestici. Poiché il Sudafrica appartiene all'unione doganale SACU, una misura di questo tipo ha generalmente vocazione ad applicarsi all'intera unione (Lesotho, Eswatini, Namibia, Botswana), ma questo punto non è stato verificato presso una fonte ufficiale distinta.
Cosa cambia per un importatore
Per un importatore che acquista questo acciaio in Cina per rivenderlo o trasformarlo in Sudafrica, la bolletta doganale aumenta direttamente, in una forbice che può superare il 50% del valore in dogana a seconda del fornitore scelto. Prima di confermare un ordine, occorre identificare con precisione il fornitore cinese (l'aliquota varia a seconda dell'esportatore nominato nel rapporto ITAC) e verificare il codice tariffario esatto del prodotto. Sorva può aiutare a documentare la reale origine di fabbricazione presso lo stabilimento, a verificare se il prodotto specifico ordinato rientra nel perimetro dell'inchiesta, e a valutare alternative (altro rivestimento, altra categoria di prodotto finito) che non sarebbero interessate dal provvedimento.
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