Sudafrica: la Cina apre il proprio mercato, SARS emette i certificati di origine
Dal 1° maggio 2026, la Cina applica un regime di dazio zero per due anni sulle merci di origine sudafricana in ingresso sul proprio territorio. Il South African Revenue Service (SARS) ha messo in atto, a partire dal 1° giugno 2026, il dispositivo di certificati di origine che permette agli esportatori sudafricani di beneficiarne, anche in modo retroattivo.
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Il regime cinese di preferenza tariffaria zero per il Sudafrica è entrato in vigore il 1° maggio 2026 e resta applicabile fino al 30 aprile 2028. Si basa sulle regole fissate nella sezione 46A del Customs and Excise Act sudafricano del 1964, che disciplina il rilascio dei certificati di origine per le merci esportate verso la Cina. Secondo SARS, la quasi totalità dei prodotti è interessata dall'aliquota zero, fatti salvi i contingenti tariffari (tariff rate quotas) applicabili ad alcuni prodotti specifici.
Sono gli esportatori, e non gli importatori, a dover ottenere il certificato di origine affinché le loro merci beneficino del regime: il modulo SC-RO-02-A02 va depositato presso uno dei nove uffici doganali sudafricani abilitati, e i riferimenti del certificato devono figurare sulla dichiarazione SAD 500. Le merci devono in linea di principio essere spedite direttamente verso la Cina; in caso di transito, devono restare sotto controllo doganale, senza trasformazione, per una durata massima di sei mesi.
SARS rilascia i certificati dal 1° giugno 2026, anche in modo retroattivo per le merci già spedite dal 1° maggio 2026: questi certificati retroattivi restano validi un anno a partire dalla data di spedizione.
Il dispositivo riguarda le imprese sudafricane che esportano verso la Cina, non gli importatori sudafricani di merci cinesi: i dazi doganali e l'IVA applicabili all'ingresso di prodotti cinesi in Sudafrica restano disciplinati dalla tariffa doganale sudafricana e dalle misure di difesa commerciale in vigore, come i dazi antidumping (vedi la nostra notizia separata sull'acciaio cinese).
Cosa cambia per un importatore
Questo regime non riduce in alcun modo il costo di importazione di merci cinesi in Sudafrica: riguarda solo il senso inverso, le esportazioni sudafricane verso la Cina. Il suo interesse per un cliente Sorva con sede in Sudafrica sta soprattutto in ciò che mostra: la Cina sta costruendo un'infrastruttura documentale (regole di origine, certificati) sempre più densa con il continente, il che può, nel tempo, accompagnarsi a scambi facilitati nei due sensi. Un cliente che prevede anche di esportare verso la Cina, o di far transitare merci trasformate localmente, può informarsi presso SARS su questo dispositivo; Sorva resta concentrata sul sourcing e sull'importazione dalla Cina, ma può orientare un cliente verso le risorse SARS corrette per questo aspetto export.
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