Unione eurasiatica: un regime doganale specifico per il commercio online dal luglio 2026
Il Consiglio della Commissione economica eurasiatica ha approvato un nuovo capitolo del Codice doganale dell'Unione economica eurasiatica (UEEA) che crea un regime specifico per il commercio transfrontaliero online, con un'entrata in vigore annunciata per il 1° luglio 2026. Il Kazakhstan, ultimo dei cinque Stati membri a ratificare questo testo, lo ha fatto nel dicembre 2025, mentre l'Armenia, anch'essa membro dell'unione, vi sarà soggetta alle stesse condizioni.
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L'UEEA riunisce Russia, Kazakhstan, Bielorussia, Armenia e Kirghizistan dietro una tariffa esterna comune. Il nuovo capitolo del Codice doganale introduce un registro ufficiale degli operatori di commercio online, con i relativi diritti, obblighi e responsabilità, e impone che ogni acquisto effettuato da un privato presso un marketplace straniero, compreso quello cinese, sia dichiarato, qualunque sia il suo importo.
La soglia di franchigia per spedizione resta fissata a 200 euro. Al di sotto, un pacco resta esente da dazi. Oltre questa soglia, secondo diverse fonti concordanti, il nuovo meccanismo applica un dazio del 5% sul valore totale (con un minimo di circa 1 euro per chilogrammo), a cui si aggiunge l'IVA del paese di destinazione, mentre il regime precedente applicava un'aliquota forfettaria del 15% sulla sola quota eccedente la soglia.
Il Kazakhstan ha inoltre aumentato la propria IVA dal 12% al 16% a partire dal 1° gennaio 2026 nell'ambito di un nuovo codice fiscale generale, senza legame diretto con la riforma doganale del commercio online, il che appesantisce meccanicamente l'onere totale sui pacchi che superano i 200 euro una volta applicato il nuovo regime doganale. In Armenia, l'aliquota IVA di riferimento resta al 20%.
L'attuazione effettiva al 1° luglio 2026 presuppone che i cinque Stati membri abbiano recepito il nuovo capitolo nel proprio diritto nazionale; diversi analisti del settore logistico segnalano che uno slittamento del calendario resta possibile se uno degli Stati membri accumula ritardo. Sono interessati in primo luogo i privati kazaki e armeni che acquistano direttamente su marketplace cinesi come Alibaba, 1688, Temu o Pinduoduo, ma anche i venditori e rivenditori locali che si riforniscono tramite questo canale anziché tramite un'importazione commerciale classica.
Cosa cambia per un importatore
Per un cliente che rivende in Kazakhstan o in Armenia prodotti sourciati in Cina, questo nuovo regime rende la via del pacco privato-a-privato sensibilmente più costosa e più controllata rispetto a prima, il che rafforza l'interesse di un'importazione commerciale raggruppata e dichiarata secondo le regole. Sorva può organizzare il sourcing, il controllo qualità e il groupage del carico dalla Cina verso questi due paesi, ma la dichiarazione doganale e il pagamento dei dazi e dell'IVA all'arrivo restano di responsabilità del destinatario o del suo spedizioniere locale, in un quadro normativo che resta da confermare nel dettaglio con l'avvicinarsi del 1° luglio 2026.
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