Iraq: la nuova tariffa doganale per linea tariffaria resta contestata davanti al Parlamento
Applicata dall'inizio del 2026 in virtù della decisione di governo n. 957, approvata alla fine di ottobre 2025, la sostituzione delle vecchie spese forfettarie con un calcolo ad valorem linea per linea della tariffa doganale irachena è ancora oggetto, nel 2026, di una contestazione di legalità portata avanti da parlamentari e commercianti.
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Dall'inizio del 2026, l'Iraq applica un nuovo regime doganale derivante dalla decisione di governo n. 957, approvata alla fine di ottobre 2025, che sostituisce il vecchio sistema di spese forfettarie con un calcolo ad valorem basato sui codici del sistema armonizzato, linea per linea. Le aliquote osservate vanno dallo 0,5% al 5% per i generi alimentari essenziali, dallo 0,5% al 2% per le materie prime industriali, dal 10% al 15% per l'elettrodomestico e i beni domestici, dal 20% al 30% per gli articoli di lusso, e dall'8% al 15% per i veicoli secondo la cilindrata e l'anno di fabbricazione; il tabacco e l'alcol restano soggetti a dazi sensibilmente più elevati.
La legalità di questa riforma è contestata: parlamentari iracheni fanno circolare una petizione per far annullare la decisione, che giudicano contraria all'articolo 28 della Costituzione irachena, secondo il quale nessuna imposta o tassa può essere istituita o modificata se non tramite una legge votata. Il governo, dal suo lato, presenta la misura come un rafforzamento dell'applicazione della tariffa doganale esistente, e non come la creazione di una nuova tassa.
Sul terreno, alcuni commercianti hanno lasciato i carichi in attesa nei porti e ai punti di passaggio frontalieri piuttosto che sdoganarli alla nuova tariffa, e movimenti di protesta hanno avuto luogo in diverse provincie, in particolare a Baghdad e a Dohuk. Nessuna decisione giudiziaria o parlamentare che risolva la controversia è stata individuata a oggi.
Cosa cambia per un importatore
Per un importatore che sdogana merci cinesi in Iraq, in particolare elettrodomestici, veicoli o pezzi di ricambio, il calcolo dei dazi ha cambiato natura: si effettua ora linea per linea secondo il codice HS, e non più a forfait, il che può aumentare sensibilmente la fattura su alcune categorie. L'incertezza giuridica attorno alla riforma aggiunge un rischio di blocco alle frontiere o di ricalcolo retroattivo: Sorva raccomanda ai propri clienti di budgetizzare la tariffa più sfavorevole e di seguire l'evoluzione del dossier con il proprio spedizioniere locale prima di ogni impegno di volume importante.
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