Unione europea: sono nati il nuovo codice doganale e l'Autorità doganale europea
Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno adottato il 16 settembre 2026 un nuovo codice doganale dell'Unione, pubblicato il 19 settembre nella Gazzetta Ufficiale con il regolamento (UE) 2026/2108 ed entrato in vigore il giorno successivo. Esso abroga il regolamento del 2013, crea un'Autorità doganale dell'Unione (EUCA) con sede a Lille e prepara una piattaforma unica di dati doganali per tutti gli importatori, inclusi quelli che acquistano in Cina.
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Il regolamento (UE) 2026/2108, adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio il 16 settembre 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione il 19 settembre ed entrato in vigore il 20 settembre, sostituisce il codice doganale dell'Unione del 2013. La sua applicazione generale, invece, interverrà solo il 21 settembre 2027: le amministrazioni e gli operatori dispongono di un anno per organizzarsi.
La riforma crea l'Autorità doganale dell'Unione europea (EUCA), con sede a Lille, incaricata di coordinare le 27 amministrazioni doganali nazionali, di armonizzare la gestione dei rischi e di rafforzare la lotta contro la frode alle frontiere dell'Unione. Essa istituisce anche, in modo progressivo fino al 2034, un EU Customs Data Hub: una piattaforma unica in cui gli operatori dichiarano le proprie merci, consultata in tempo reale dalle dogane e dalle altre autorità di controllo.
Il testo sposta il centro di gravità della responsabilità doganale: non è più solo il dichiarante doganale a rispondere delle informazioni fornite, ma la persona responsabile della merce, nozione che ora include esplicitamente le piattaforme di vendita online. Queste ultime diventano, per il commercio elettronico, i veri importatori ai fini del diritto doganale, con sanzioni che possono raggiungere l'1-6% del loro volume di importazioni su dodici mesi in caso di inadempimento.
Il nuovo quadro conferma anche, per il commercio elettronico, la fine della franchigia di 150 euro e l'uso obbligatorio del futuro Data Hub per le vendite a distanza a partire dal 1° luglio 2028, prima di una generalizzazione a tutti gli operatori entro il 2034.
Cosa cambia per un importatore
Per un cliente che importa dalla Cina verso l'Unione europea, questa riforma non cambia nulla nell'immediato per lo sdoganamento corrente, ma ridisegna, nei prossimi dodici mesi, il quadro in cui ogni dichiarazione verrà trattata: più tracciabilità, più responsabilità per chi vende online, e un'amministrazione doganale meglio coordinata tra i 27 Stati membri. Sorva segue l'attuazione dell'EUCA e del Data Hub per i propri clienti, e si assicura che la documentazione fornita dalle fabbriche cinesi partner (fatture, origine, classificazione tariffaria) resti conforme ai nuovi requisiti di tracciabilità, senza sostituirsi al dichiarante doganale ufficiale dell'importatore.
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