Union européenne · Commerce

Unione europea: Bruxelles negozia con Pechino su veicoli elettrici e terre rare

Il negoziatore capo dell'Unione europea, Maros Sefcovic, si reca a Pechino l'8 e il 9 ottobre 2026 per tentare di trasformare in accordo gli impegni di prezzo minimo all'esportazione proposti dai costruttori cinesi di veicoli elettrici, e di ottenere un migliore accesso alle terre rare limitate dalla Cina, mentre la Francia e la Germania spingono per un nuovo strumento di ritorsione rapida ispirato alla legge commerciale americana.

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Dall'ottobre 2024, l'Unione europea applica dazi compensativi che vanno dal 7,8% al 35,3% a seconda del costruttore, oltre al dazio doganale standard del 10%, sui veicoli elettrici a batteria fabbricati in Cina. Nel gennaio 2026, la Commissione europea ha pubblicato linee guida che permettono ai costruttori cinesi di proporre, a titolo individuale, impegni di prezzo minimo all'esportazione per sfuggire a queste sovrattasse.

È per tentare di concretizzare questi impegni che Maros Sefcovic, negoziatore capo dell'Unione per il commercio, si reca a Pechino l'8 e il 9 ottobre 2026, su invito del ministro cinese del Commercio Wang Wentao. Le discussioni riguardano anche riduzioni volontarie cinesi delle esportazioni in settori sensibili come i veicoli ibridi, e un accesso facilitato alle terre rare, per le quali la Cina ha limitato le licenze di esportazione verso l'Europa dal 2025.

Parallelamente, la Francia e la Germania propongono un nuovo strumento europeo ispirato alla sezione 301 della legge commerciale americana, che permetterebbe all'Unione di escludere rapidamente, in pochi giorni, beni o servizi provenienti da un paese ritenuto sleale nelle sue pratiche commerciali, salvo opposizione di una maggioranza qualificata dei 27 Stati membri. Questa proposta deve essere presentata al vertice europeo di metà ottobre 2026, con misure formali della Commissione attese prima della fine dell'anno.

Il disavanzo commerciale dell'Unione con la Cina, stimato in circa un miliardo di euro al giorno, è lo sfondo di queste discussioni; in caso di fallimento, Pechino ha lasciato intendere che risponderebbe con misure di ritorsione contro prodotti europei.

Cosa cambia per un importatore

Per un cliente che acquista in Cina veicoli elettrici, componenti per batterie o pezzi contenenti terre rare destinati al mercato europeo, l'esito di questi negoziati può cambiare, nelle settimane a venire, il livello di tassazione applicabile o la facilità di accesso a determinati componenti strategici. Sorva segue questi negoziati per i propri clienti dei settori automobilistico ed elettronico, e verifica, fabbrica per fabbrica, l'origine reale dei componenti e dei materiali critici prima di qualsiasi impegno d'ordine, senza sostituirsi a una consulenza legale o doganale specializzata su questi dossier.

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