Vista dall'alto sul ponte carico di container colorati di una nave portacontainer in mare aperto.
Importare dalla Cina, paese per paese

Importare dalla Cina a Monaco: dogana, IVA e GPSR nel 2026

Importare dalla Cina a Monaco presuppone di comprendere un punto spesso ignorato: il Principato non sdogana da solo la propria merce. Dalla convenzione del 1963, Monaco e la Francia formano un'unione doganale unica, ed è il codice doganale francese, poi quello dell'Unione, che si applica ai piedi dell'immobile o dello yacht monegasco. Questo articolo raccoglie, con le relative fonti, le regole, i documenti e le rotte che contano per un importatore stabilito a Monaco, al 7 ottobre 2026.

Aggiornato il 7 ottobre 2026

Ciò che Monaco importa dalla Cina: un mercato premium, non un mercato di volume

Monaco non produce quasi nulla sul proprio suolo: la sua economia vive dello yachting, dell'hotellerie di lusso, dell'immobiliare residenziale e delle boutique del Principato, il che genera una domanda di importazione ad alto valore più che ad alto volume. Secondo l'IMSEE, l'Istituto monegasco di statistica, ripreso da Monaco Economie, le importazioni monegasche extra Francia hanno raggiunto 2,8 miliardi di euro nel 2024, in aumento del 14,6%, un record.

La Cina si colloca al quarto posto tra i fornitori con il 5,9% delle importazioni nel 2024, dietro l'Italia, 23,4%, il Regno Unito, 12,3%, e la Germania, 9,2%, secondo la stessa fonte, che rileva un lieve calo del 3,2% delle importazioni cinesi e un'Asia il cui peso progredisce a scapito dell'Europa.

  • Mobili e allestimenti su misura per residenze, ville e duplex
  • Accessori di coperta, equipaggiamenti nautici e accessori per lo yachting
  • Attrezzature e biancheria per l'hotellerie e la ristorazione di alta gamma
  • Elettronica, domotica e illuminazione decorativa
  • Articoli di decorazione, lampade e componenti per boutique e concept-store

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Monaco e la Cina: uno statuto doganale particolare, l'unione doganale con la Francia

Monaco non è membro dell'Unione europea, ma la convenzione doganale del 18 maggio 1963 tra il governo del Principato e il governo francese, esecutiva a Monaco dal 1° settembre 1963, stabilisce all'articolo 1 che i due territori, incluse le acque territoriali, formano un'unione doganale, con un'unica linea doganale lato mare. Il codice doganale francese si applica di pieno diritto nel Principato.

La stessa convenzione disciplina, agli articoli da 5 a 7, la riscossione dei diritti da parte dei servizi doganali francesi per conto dei due Stati, poi la ripartizione degli introiti; il suo articolo 8 richiede che il personale doganale in servizio a Monaco sia francese, accreditato dal governo monegasco. In chiaro: non esiste un regime doganale monegasco separato, e lo sdoganamento di una merce cinese destinata al Principato segue le regole, i documenti e le aliquote di un'importazione in Francia, Stato membro dell'Unione e soggetto al suo codice doganale.

Sul fronte della fiscalità indiretta, la convenzione fiscale franco-monegasca disciplina la ripartizione della riscossione delle imposte sul fatturato tra i due Stati, il che si traduce in un'IVA monegasca allineata a quella francese, aliquota per aliquota.

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Dazi doganali e IVA all'importazione: un calcolo identico a quello della Francia

L'Unione europea non ha un accordo di libero scambio con la Cina: una merce cinese destinata a Monaco sostiene la tariffa doganale comune dell'Unione, all'aliquota convenzionale detta NPF (nazione più favorita), variabile secondo la voce tariffaria e che può salire fortemente su alcune linee colpite da dazi antidumping, biciclette elettriche, pannelli solari, ceramica, acciaio o pneumatici per esempio.

L'IVA all'importazione, allineata all'aliquota francese, ammonta al 20% nel caso generale, calcolata sul valore in dogana maggiorato del dazio versato e delle spese di trasporto fino alla frontiera dell'unione doganale franco-monegasca. Dal 1° luglio 2021 è dovuta su ogni collo importato da fuori Unione, qualunque sia il suo valore; al di sotto di 150 euro non viene riscosso alcun dazio doganale, ma l'IVA resta esigibile.

Esempio: per un lotto di mobili proveniente da Guangzhou con un valore in dogana di 20.000 euro, su una voce tassata al 3,7% di dazio, il dazio dovuto ammonta a 740 euro, e l'IVA al 20% si applica su 20.740 euro, ossia 4.148 euro. L'aliquota esatta va verificata voce per voce prima di ordinare, presso uno spedizioniere o la tariffa integrata delle dogane francesi.

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Documenti obbligatori per sdoganare un'importazione a Monaco

Un importatore stabilito a Monaco deve disporre di un numero EORI, registrato tramite il servizio telematico SOPRANO delle dogane francesi, gratuito e attivato entro 24 ore; le imprese monegasche seguono questa stessa procedura, non disponendo di un'amministrazione doganale propria.

  • Numero EORI dell'importatore, registrato presso le dogane francesi
  • Fattura commerciale completa, base del valore in dogana
  • Packing list dettagliata
  • Documento di trasporto: polizza di carico marittima o lettera di trasporto aereo
  • Dichiarazione doganale elettronica, il più delle volte depositata da uno spedizioniere o da un rappresentante doganale
  • Certificati di conformità del prodotto quando la sua categoria lo richiede, marcatura CE e fascicolo GPSR in particolare

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Norme CE e regolamento GPSR: la conformità non si improvvisa per lo yachting e l'arredamento

Poiché Monaco è collegata al territorio doganale dell'Unione, un prodotto cinese destinato al Principato deve rispondere agli stessi requisiti di un prodotto immesso sul mercato europeo. La marcatura CE si impone a numerose categorie utili al mercato monegasco: apparecchiature elettriche ed elettroniche, giocattoli, dispositivi di protezione, e soprattutto equipaggiamenti marini ai sensi della direttiva sulle attrezzature marine, un punto sensibile per gli accessori di coperta e gli yacht con componenti approvvigionati in Cina.

Per i prodotti di consumo privi di una normativa di armonizzazione propria, mobili, articoli di decorazione, lampade, si applica il regolamento (UE) 2023/988 sulla sicurezza generale dei prodotti, detto GPSR, dalla sua entrata in applicazione il 13 dicembre 2024, secondo la sintesi pubblicata da EUR-Lex. Esso impone all'importatore di verificare l'analisi dei rischi e la documentazione tecnica del fabbricante, di apporre i propri recapiti sul prodotto o sul suo imballaggio, e di cooperare con le autorità di vigilanza del mercato in caso di rischio individuato.

Un controllo prima del carico in Cina, effettuato da una terza parte prima della partenza del container, resta una precauzione privata e non un obbligo normativo, ma evita che un difetto di conformità venga scoperto solo dopo diverse settimane di trasporto, su un pezzo già riservato a un cantiere o a una consegna di yacht.

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Porti di Nizza, Marsiglia, Genova e aeroporto di Nizza: le rotte pratiche dalla Cina

Monaco non dispone di un porto in acque profonde capace di accogliere una portacontainer: il nolo marittimo proveniente dal sud della Cina, più spesso Guangzhou, Shenzhen o Yantian, tocca prima un grande porto europeo prima di essere trasportato su strada fino al Principato. Marsiglia-Fos, primo porto francese per il container, si adatta ai volumi completi; Genova, in Italia, a circa un'ora di strada, offre spesso un transito più breve dall'Asia; Nizza, più modesta, resta utile per volumi limitati.

Il trasporto aereo, riservato alle spedizioni urgenti, arriva il più delle volte tramite l'aeroporto di Nizza Costa Azzurra, a una ventina di minuti da Monaco, prima di un ultimo tratto su strada.

FOB o FCA alla partenza dalla Cina del Sud si adatta quando il cliente organizza il trasporto; DAP fino a Nizza, Marsiglia o Genova si adatta quando uno spedizioniere gestisce l'intero tragitto. Il DDP resta sconsigliato finché il venditore cinese non è esso stesso registrato come importatore e debitore dell'IVA nell'unione doganale franco-monegasca, il che resta raro.

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Pagamento, fasi di un ordine e cosa fa Sorva per voi

Sul fronte del pagamento, la prassi corrente resta un acconto all'ordine e poi un saldo prima della spedizione, versato esclusivamente sul conto professionale dell'azienda cinese, mai su un conto personale; un cambio di coordinate bancarie ricevuto via e-mail va sempre verificato con una chiamata diretta prima di qualsiasi bonifico, poiché questa frode resta diffusa nel sourcing.

Un primo ordine segue una sequenza precisa: capitolato, verifica dell'impianto, campione validato, proforma con incoterm, verifica della marcatura CE e, se necessario, del fascicolo GPSR, controllo prima del carico, trasporto fino a Nizza, Marsiglia o Genova, poi sdoganamento a cura del cliente o del suo spedizioniere presso i servizi doganali francesi competenti per il Principato.

Sorva è una casa di sourcing e di commercio con sede a Guangzhou (Tianhe), appoggiata a una filiale cinese il cui oggetto sociale comprende l'acquisto, la rivendita e l'esportazione di merci, e a una società madre in Francia. Il nostro team sinofono sul posto ricerca e verifica le fabbriche, organizza visite e campioni, negozia, fa controllare la qualità prima del carico e organizza il nolo fino al porto o all'aeroporto scelto, in collegamento con la clientela monegasca dello yachting, dell'hotellerie, delle boutique e dell'arredamento di ville. Non interveniamo mai come importatore ufficiale né come dichiarante doganale: lo sdoganamento resta nelle mani del cliente o del suo spedizioniere. La nostra offerta di base si fattura in euro, integrata da opzioni di conformità quotate su preventivo.

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Da ricordare

Da ricordare: a Monaco, importare dalla Cina equivale in tutto e per tutto a importare in Francia: stessa IVA al 20%, stessa tariffa doganale dell'Unione, stessa CE e stesso GPSR, sdoganato dai servizi doganali francesi in virtù della convenzione del 1963. Primo passo: verificare la voce tariffaria del prodotto e il suo regime di conformità prima di avviare la produzione.

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Domande frequenti

01Perché Monaco applica le regole doganali francesi e non un regime proprio?
Dalla convenzione doganale del 18 maggio 1963, Monaco e la Francia formano un'unione doganale con un'unica linea doganale lato mare. Il codice doganale francese, poi quello dell'Unione europea, si applicano direttamente nel Principato, senza un'amministrazione doganale monegasca distinta.
02Qual è l'aliquota IVA applicabile a un'importazione dalla Cina a Monaco?
Il 20%, l'aliquota ordinaria francese, a cui l'IVA monegasca è allineata. Si calcola sul valore in dogana maggiorato dell'eventuale dazio doganale, e resta dovuta su ogni collo proveniente dalla Cina qualunque sia il suo valore.
03Quali dazi doganali bisogna pagare per importare dalla Cina a Monaco?
La tariffa doganale comune dell'Unione, all'aliquota convenzionale applicabile alla voce tariffaria, non avendo l'Unione un accordo di libero scambio con la Cina. Alcune voci, biciclette elettriche, pannelli solari, ceramica, acciaio o pneumatici, sostengono inoltre dazi antidumping talvolta elevati.
04La marcatura CE e il regolamento GPSR si applicano a Monaco?
Sì. Poiché Monaco appartiene al territorio doganale dell'Unione, un prodotto cinese immesso sul mercato monegasco deve rispondere agli stessi requisiti vigenti in Francia: marcatura CE per le categorie interessate, tra cui le attrezzature marine, e regolamento GPSR per i prodotti di consumo privi di una normativa di armonizzazione propria, applicabile dal 13 dicembre 2024.
05Attraverso quale porto o aeroporto arriva una merce cinese fino a Monaco?
Non disponendo Monaco di un porto in acque profonde, il nolo tocca prima Marsiglia-Fos, Genova o Nizza, prima di un ultimo tratto su strada. Il trasporto aereo arriva il più delle volte tramite l'aeroporto di Nizza Costa Azzurra.
06Chi sdogana la merce all'arrivo per un cliente monegasco?
Il cliente o il suo spedizioniere, presso i servizi doganali francesi competenti per il Principato, con un numero EORI registrato tramite il servizio telematico SOPRANO. Non esiste un rappresentante doganale proprio di Monaco al di fuori di questo circuito.
07Sorva può sdoganare la mia merce all'arrivo a Monaco?
No. Sorva organizza il sourcing, il controllo qualità e il nolo fino al porto o all'aeroporto scelto, ma lo sdoganamento resta nelle mani del cliente o del suo spedizioniere, unico soggetto abilitato ad agire come importatore ufficiale.
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