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Dogana e fiscalità

Fattura commerciale d'importazione: dati obbligatori per la dogana

La fattura commerciale d'importazione è il documento che attesta la vendita tra il fornitore cinese e l'acquirente europeo, e che serve come base per il calcolo del valore in dogana, dei dazi e dell'IVA all'ingresso nell'Unione Europea. Questo articolo illustra i dati richiesti, il modo in cui la fattura fissa il valore in dogana, la differenza con la proforma e la packing list, e gli errori che più spesso bloccano lo sdoganamento.

Aggiornato il 26 settembre 2026

Cos'è una fattura commerciale d'importazione?

La fattura commerciale è il documento emesso dal venditore, la fabbrica o il trader cinese, a nome dell'acquirente, una volta conclusa la vendita e spedita la merce. A differenza della proforma, attesta una transazione reale: riporta quantità e prezzi definitivi, non una stima.

All'arrivo nell'Unione Europea, è questo il documento che il dichiarante, l'importatore stesso o il suo spedizioniere, allega alla dichiarazione doganale presentata sul Documento Amministrativo Unico (DAU). Le autorità doganali lo usano per verificare la natura delle merci, la loro origine dichiarata e, soprattutto, il valore su cui si calcolano i dazi e l'IVA all'importazione.

  • Emessa dopo la vendita, con quantità e prezzi definitivi, a differenza della proforma
  • Allegata alla dichiarazione doganale per giustificare natura, origine e valore della spedizione
  • Base di calcolo dei dazi doganali e dell'IVA all'importazione

I dati da indicare per la dogana UE

Oltre alle indicazioni generali imposte a ogni fattura dalla normativa IVA (identità completa del venditore e dell'acquirente, numero e data della fattura, descrizione dell'operazione), una fattura destinata allo sdoganamento nell'Unione Europea deve contenere elementi aggiuntivi, propri del commercio internazionale. Una descrizione vaga del prodotto, del tipo di dicitura generica ripresa dal catalogo del fornitore, è una delle prime cause di blocco in dogana.

La fattura deve restare coerente con gli altri documenti della spedizione, in particolare la packing list e la polizza di carico o la lettera di trasporto aereo: uno scostamento di quantità o di valore tra questi documenti basta a far scattare un controllo.

  • Identità completa del venditore e dell'acquirente, con il numero EORI dell'importatore europeo
  • Numero e data della fattura, riferimento dell'ordine
  • Descrizione precisa di ogni referenza: natura del prodotto, uso, materiale principale
  • Codice SA o TARIC per riga di fatturazione, quando è noto a questo stadio
  • Quantità, prezzo unitario e valore totale per riga, valuta di fatturazione
  • Incoterm scelto, con il luogo preciso a esso associato, per esempio FOB Shenzhen o DDP Milano
  • Paese d'origine di fabbricazione di ogni referenza, non solo il paese di spedizione
  • Condizioni di pagamento e, se del caso, indicazione di royalty o commissioni legate alla vendita

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Come la fattura fissa il valore in dogana

Il valore in dogana è uno dei tre pilastri della tassazione all'importazione, insieme alla classificazione tariffaria e all'origine. Il metodo di riferimento, detto valore di transazione, parte dal prezzo effettivamente pagato o da pagare per la merce venduta per l'esportazione verso l'Unione Europea, così come figura sulla fattura commerciale. È l'articolo 70 del Codice doganale dell'Unione (regolamento UE 952/2013) a stabilire questo principio.

Questo prezzo non basta sempre a ottenere il valore in dogana finale. L'articolo 71 impone di aggiungervi alcuni elementi se non già compresi nel prezzo fatturato: commissioni di vendita, imballaggio, trasporto e assicurazione fino al luogo di introduzione nell'Unione, carico e movimentazione, royalty legate alla merce. L'articolo 72 permette al contrario di detrarre alcuni costi successivi all'importazione, come il trasporto interno o il montaggio effettuati una volta arrivata la merce.

L'incoterm scelto determina direttamente cosa aggiungere. In EXW, l'acquirente sostiene il trasporto già dalla fabbrica: l'intero nolo e l'assicurazione fino al confine dell'Unione si aggiungono al prezzo fatturato per ottenere il valore in dogana. In FOB, si aggiungono solo il trasporto marittimo o aereo principale e la relativa assicurazione. In DDP, il prezzo fatturato include già il trasporto fino a destinazione: gran parte del lavoro di rettifica scompare, ma l'importatore deve allora verificare che il venditore abbia isolato correttamente la quota di trasporto successiva all'ingresso nell'Unione, che può essere dedotta.

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Fattura commerciale, proforma e customs invoice: da non confondere

La fattura proforma è un documento preparatorio, inviato prima della vendita, che assomiglia a una fattura ma non impegna giuridicamente l'acquirente al pagamento: serve a formalizzare un'offerta, a ottenere un'approvazione interna o una garanzia bancaria, o a preparare una richiesta di licenza d'importazione. Può essere modificata fino al momento dell'ordine definitivo.

La fattura commerciale, invece, viene emessa una volta spedita la merce: attesta ciò che è stato realmente venduto e serve come documento contabile e doganale. Usare una proforma come unico giustificativo al momento dello sdoganamento espone a un rifiuto o a un ritardo, poiché la proforma non ha il valore probatorio di una fattura definitiva.

Un terzo caso riguarda le spedizioni senza transazione commerciale: campioni gratuiti, resi per riparazione, materiale prestato. La dicitura appropriata non è né fattura commerciale né proforma, ma un documento che precisa l'assenza di pagamento e il valore attribuito unicamente a fini doganali. Confonderlo con una proforma è una causa frequente di blocco.

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Fattura commerciale e packing list: due documenti complementari

La fattura commerciale e la packing list, o lista di imballaggio, rispondono a due esigenze diverse e non si sostituiscono mai a vicenda. La fattura riporta i valori: prezzo unitario, valore totale, valuta, condizioni di pagamento. La packing list riporta il contenuto fisico della spedizione: numero di colli, peso netto e lordo, dimensioni, ripartizione delle referenze per cartone.

I due documenti devono restare rigorosamente coerenti, stesse referenze, stesse quantità totali. Uno scostamento tra la quantità fatturata e la quantità elencata nei colli è una delle cause più frequenti di controllo fisico della merce.

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Gli errori frequenti che bloccano lo sdoganamento

Alcuni errori si ripetono regolarmente nelle pratiche d'importazione dalla Cina, spesso perché la fattura è redatta dalla fabbrica senza conoscenza delle prassi doganali europee. Correggerli prima della spedizione costa qualche scambio di e-mail; correggerli dopo l'arrivo del container costa giorni di fermo e spese di stoccaggio.

  • Descrizione generica del prodotto, ripresa dal nome commerciale senza indicazione di natura né di materiale
  • Incoterm menzionato senza luogo preciso, o assente dalla fattura
  • Numero EORI dell'importatore mancante o errato
  • Scostamento tra il valore o la quantità della fattura e quelli della packing list
  • Valuta non specificata o tasso di cambio ambiguo tra prezzo unitario e totale
  • Confusione tra proforma e fattura commerciale al momento dello sdoganamento
  • Assenza di indicazione del paese d'origine reale di fabbricazione, specialmente quando intervengono più fabbriche

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Sottofatturazione: un rischio reale, non una scorciatoia

La sottofatturazione consiste nel dichiarare un valore inferiore al prezzo realmente pagato, per ridurre i dazi doganali e l'IVA all'importazione. È una frode ai sensi del Codice doganale dell'Unione: il valore dichiarato deve sempre corrispondere al prezzo effettivamente pagato, elementi da aggiungere compresi, qualunque sia la fattura presentata allo sdoganamento.

Una descrizione imprecisa del contenuto o una proforma presentata erroneamente come documento di valore definitivo possono, in pratica, portare a una tale sottovalutazione, volontaria o meno. Queste pratiche espongono l'importatore, anche in buona fede, a un accertamento dei dazi elusi, a sanzioni e, nei casi più gravi, al sequestro della merce.

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Cosa fa Sorva per voi

Sorva è una casa di intermediazione e trading tra l'Europa e la Cina, con un team sinofono con base a Guangzhou e un team a Parigi. Quando acquistiamo la merce per vostro conto e la rivendiamo consegnata, redigiamo una fatturazione coerente con l'incoterm scelto e la documentazione attesa dalla dogana europea: descrizione precisa, codice tariffario, origine, valore allineato alla packing list.

Prima di avviare un ordine, il nostro team può rileggere la fattura o la proforma trasmessa da una fabbrica e segnalare le indicazioni mancanti o ambigue prima che diventino un blocco all'arrivo. Per un progetto più ampio, dalla selezione del fornitore fino alla consegna presso di voi, la formula che copre l'intera pratica include questo controllo documentale a monte di ogni spedizione.

Da ricordare

La fattura commerciale, e non la proforma, è il documento che fissa il valore in dogana: deve descrivere con precisione la merce, riportare l'incoterm con il suo luogo, l'origine e il numero EORI dell'importatore, e restare coerente con la packing list. Primo passo prima di ogni spedizione: far rileggere la fattura trasmessa dalla fabbrica invece di scoprirne i problemi al momento dello sdoganamento.

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Domande frequenti

01Quali dati devono obbligatoriamente figurare su una fattura commerciale d'importazione?
L'identità completa del venditore e dell'acquirente con il numero EORI dell'importatore, il numero e la data della fattura, una descrizione precisa di ogni prodotto, il codice SA o TARIC quando è noto, la quantità, il prezzo unitario e il valore totale per riga con la valuta, l'incoterm e il suo luogo preciso, oltre al paese d'origine di fabbricazione.
02Qual è la differenza tra una fattura commerciale e una fattura proforma?
La proforma viene inviata prima della vendita, come offerta o stima, e non impegna giuridicamente l'acquirente. La fattura commerciale viene emessa una volta spedita la merce, con quantità e prezzi definitivi: è questa, e non la proforma, a servire da documento giustificativo al momento dello sdoganamento.
03Serve anche una packing list oltre alla fattura commerciale?
Sì, entrambi i documenti sono necessari e svolgono ruoli diversi. La fattura riporta i valori e serve come base per il calcolo dei dazi, la packing list descrive il contenuto fisico della spedizione, collo per collo. Uno scostamento tra i due è una causa frequente di controllo all'arrivo.
04Come modifica l'incoterm scelto il valore in dogana dichiarato?
In EXW, l'acquirente deve aggiungere al prezzo fatturato l'intero trasporto e l'assicurazione fino all'ingresso nell'Unione Europea. In FOB, si aggiungono solo il trasporto principale e la sua assicurazione. In DDP, il prezzo fatturato include già gran parte di questi costi, a condizione che la quota di trasporto successiva all'ingresso nell'Unione sia identificabile per essere, se del caso, dedotta.
05Il numero EORI deve comparire sulla fattura commerciale?
È consigliabile far figurare il numero EORI dell'importatore europeo sulla fattura, per facilitarne il riporto nella dichiarazione doganale. Questo numero è in ogni caso obbligatorio per qualsiasi operazione doganale nell'Unione: senza di esso, la dichiarazione non può essere presentata.
06Cosa rischia un importatore in caso di sottofatturazione?
Un accertamento dei dazi doganali e dell'IVA elusi, sanzioni e, nei casi più gravi, il sequestro della merce. Il valore dichiarato in dogana deve sempre corrispondere al prezzo realmente pagato o da pagare, qualunque sia la fattura presentata.
07Una fattura redatta solo in cinese viene accettata dalla dogana europea?
In pratica, una fattura redatta in una lingua usuale del commercio internazionale, italiana o inglese, facilita una gestione rapida della pratica presso i dichiaranti e i servizi doganali. Chiedete sempre al vostro fornitore una versione bilingue o tradotta prima della spedizione.